Home - Acuile dal Friûl - Aquila del Friuli

Acuile dal Friûl - Aquila del Friuli
l'unico Movimento politico friulano !
Acuile dal Friûl
Aquila del Friuli
WebRadio
Vai ai contenuti
VAJONT 09 ottobre 2019
Sono passati 56 anni da quando dalla diga del Vajont uscì un'onda di acqua, fango e morte.
Una catastrofe annunciata ma ignorata come da sempre in uso in Italia. Uno Stato o meglio una classe politica che disprezza e ignora la voce dei suoi cittadini, trattati piuttosto da schiavi di Roma come inneggia nel suo sinistro inno.

Quando in Friuli inizieremo a capire quante disgrazie Roma ci porta anche ai tempi nostri: ci riempie di extracomunitari nulla facenti e ci aumenta le tasse per mantenerli; ci impone di essere governati da politici italiani meglio se meridionali o triestini impedendoci elegantemente di eleggere amministratori friulani, ci impone elettrodotti e dighe ma senza riconoscere la nostra sacrosanta autonomia riconosciuta dallo stesso Stato italiano peraltro.

Solo se i friulani sapranno sostenere un partito friulano ( e Acuile dal Friûl sta lavorando a questo progetto) allora, come in Sud Tirolo - Alto Adige, potremo far valere la nostra autonomia quella di un Popolo da 1 milione di persone.

Perchè non vogliamo altri Vajont !
_______________________________________
COMELICO e SAPPADA…PRESENTI !!!

E’ commovente constatare che ogni mese, settimana ma anche giorno, ci siano persone che hanno la ferma volontà di abbracciare l’ambizioso e realistico progetto politico che Acuile dal Friûl, unico movimento politico friulano, intende adottare per stabilire il prestigio sociale, economico ed istituzionale che oggi manca alla magnifica terra del Friuli, ma che indubbiamente si merita, per la Sua importanza storica e strategica. Stenderei un pietoso velo, che è colorato di ogni tonalità meno che il blu ed il giallo, sulle poltrone della giunta regionale di Trieste…a tutto pensano, tranne al Friuli. In questa atmosfera di attaccamento alla terra, alla storia, alla gente ed alle origini, è con grande orgoglio che a nome personale e dell’intero movimento, do il benvenuto, nella grande famiglia di Acuile dal Friûl, a Claudio, comelichese, ladino ma anche friulano doc, aderente e nuovo corrispondente per Acuile dal Friûl del Comelico e Sappada. Caro Claudio, mancavi solo tu. Ora Acuile dal Friûl è presente in ogni angolo del Friuli, pronto a raccogliere quel fiume di consensi che arriverà alle prossime elezioni regionali.

Grazie Claudio, qui fotografato assieme al Presidente Gambellini, e grazie a tutti, nessuno escluso, perché insieme a voi,

Il FRIULI STA RIALZANDO LA TESTA

Michele Tomasella
Segretario Acuile dal Friûl
CONSIGLIERI E ASSESSORI FRIULANI, DOVE SIETE ????
E' facile intuire che, non essendoci più le Provincie, non avendo il Friuli ( quindi le ex- Provincie di Pordenone, Udine, Gorizia) una rappresentanza istituzionale propria, dove i rapporti sono ormai tra la Regione F-VG e ogni singolo Sindaco o al massimo con il Presidente delle UTI, in questa situazione la Citta' di Trieste si muove condizionando la Giunta Regionale a suo favore, Giunta che guardacaso è composta per la maggiorparte da cittadini Triestini, Presidente compreso.
Dal momento in cui sono venute meno le Provincie si è assistito ad una grande opera di centralizzazione di servizi e uffici amministrativi, dagli ex Enti provinciali alla Città di Trieste ovvero all'interno della Regione F-VG., ma a parerre di molti con risultati pessimi; portiamo ad esempio il servizio di sfalcio dell'erba sulle strade regionali che, rispetto a quando era gestito dagli Enti Provinciali, è decisamente peggiorato così da offrire ai turisti un "bellissimo" biglietto da visita delle nostre strade.
In questi mesi non si è percepito o, almeno non abbiamo udito, segnali forti da parte di Consiglieri o Assessori "friulani" che abbiano alzato la voce per opporsi alla demolizione istituzionale e politica del Friuli, al massimo abbiamo visto qualche sintetico comunicato.

Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19.06.2019, che entrerà in vigore il prossimo 22 agosto c.a., prevede la soppressione del Polo Museale F-V.G. e la creazione di un Polo unificato comprendente, tra l'altro, il Museo Nazionale di Cividale, quello di Aquileia e il Parco Museo di Maramare, assegnando proprio a quest'ultimo - magari su suggerimento triestino - la direzione dell'intera struttura.

Crediamo che questa Giunta e i partiti presenti in Consiglio Regionale abbiano deciso di "smantellare" anche la storia e l'identità del Popolo friulano il quale, oltre che essere la Comunità Linguistica più numerosa, rappresenta anche la maggioranza degli abitanti di questa Regione ed ha una storia ben antecedente a quella della cittadina portuale triestina.

Le realtà archeologiche di Aquileia e di Cividale del Friuli, entrambe inserite nel Patrimonio dell’UNESCO, sono due riferimenti imprescindibili dell’arte e della storia europea e friulana, elementi storici fondamenti che nulla hanno a che vedere con la storia di Trieste, per cui è corretto che non possono e non devono essere gestite da un Ente che non appartenga al Friuli.

E tutto questo ci riporta al titolo:  dove sono i Consiglieri e gli Assessori friulani?
Perchè non alzate la voce contro questo modo di Governare, irripettoso della più grande Comunità storica e linguistica Regionale?
Qual'è il motivo di questa vostra mancanza di agire in difesa del Friuli?

E' inutile e suona da presa in giro, giurare a inizio legislatura in friulano, sventolare ogni tanto la bandiera patriarchina e poi dimenticarsi delle cose essenziali per il territorio a cui appartenete e nel quale siete stati eletti, per questa volta....
Come Movimento friulano  "Acuile dal Friûl - Aquila del Friuli" e a nome dei friulani, vi chiediamo delle risposte - che saranno rese pubbliche - a queste domande più che legittime. Chiediamo che vi attiviate fin da subito affinchè  la Regione provveda a nominare a capo della struttura museale regionale la Città di Cividale o di Aquileia, al posto del parco di Miramar.

Michele Tomasella
Segretario di Acuile dal Friûl

Il Friuli ha bisogno di rinascere proprio come dopo il terribile terremoto del '76.
Lasciamo stare le lodi tessute dai media e dalla stampa di regime ai burocrati romani o a Zamberletti che, seppur brava persona, ha semplicemente agito per interesse di Roma e dello Stato, scegliendo la strada che avrebbe dato meno attriti con un Popolo orgoglioso e tenace come quello friulano.
Lasciamo stare la burocrazia regionale che in concomitanza della ricostruzione ha " sistemato" la cittadina di Trieste e le sue piazze....
La ricostruzione è stata fatta dai friulani e dai Sindaci e autorità locali, persone del Friuli dunque, apparrenenti alla gente friulana che ne incarnava lo spirito.

Ora invece, dopo il " terremoto istituzionale Tondo e Serracchiani" abbiamo a rappresentarci una schiera di politici che non sono legati al Friuli se non che per interesse...
Con al Governo della Regione un Partito, la Lega, che da quasi locale come negli anni '90, è diventato talianissimo e qui in regione guarda sempre più solo a Trieste e alla cencentrazione dell'Amministrazione locale in quella cittadina portuale, lasciando al Friuli solo briciole.

E poi ci sono politici non friulani che vogliono dividere l' economia di questa Regione, mettendo Trieste con Pordenone e Gorizia in federazione con il Veneto ( !), isolando Udine....
Dobbiamo ridare al Friuli e a questa Regione una classe politica FRIULANA che faccia rinascere economia e demografia, che guardi all Europa e non all'Africa o al Veneto.

È importante che anche coloro che hanno votato Lega pensando di scegliere un partito del Nord e oggi constarano che non è affatto cosi, scelgano di sostenere chi per il Friuli lavora e promette futuro e non Triveneto.
Tra poco il Movimento Aquila del Friuli inizierà un percorso di selezione e formazione per i nuovi quadri dirigenti, coloro che cambieranno in meglio le sorti di questa Regione.


Friaul muss wie nach dem schrecklichen Erdbeben von 1976 wiedergeboren werden.

Ganz zu schweigen von dem Lob, das die Medien und das Regime an die römischen Bürokraten oder an Zamberletti richten, die, wenn auch ein guter Mensch, einfach im Namen Roms und des Staates gehandelt haben und den Weg gewählt haben, der mit solch einem stolzen und zähen Volk weniger Reibung verursacht hätte friaulischen.
Ganz zu schweigen von der regionalen Bürokratie, die in Verbindung mit dem Wiederaufbau die Stadt Triest und ihre Plätze "besiedelte" ...
Der Wiederaufbau wurde von den Friulanern, Bürgermeistern und örtlichen Behörden durchgeführt, also von Menschen aus Friaul, die dem friaulischen Volk angehörten, das ihren Geist verkörperte.

Jetzt, nach dem "institutionellen Erdbeben von Tondo und Serracchiani", vertreten wir eine Gruppe von Politikern, die außer aus Interesse nicht an Friaul gebunden sind ...
Mit der Regierung der Region, einer Partei, ist die Liga, die wie in den 90er Jahren fast lokal ist, sehr italienisch geworden, und hier in der Region blickt man zunehmend nur auf Triest und die Konzentration der lokalen Verwaltung in dieser Hafenstadt, wobei Friaul in Ruhe gelassen wird Krümel.

Und dann gibt es nicht-friaulische Politiker, die die Wirtschaft dieser Region spalten wollen, indem sie Triest mit Pordenone und Görz in einen Bund mit Venetien (!) Stecken und Udine isolieren.
Wir müssen dem Friaul und dieser Region eine politische Klasse von FRIULAN zurückgeben, die die Wirtschaft und die Demografie wiederbelebt, Europa betrachtet und nicht Afrika oder Venetien.
Es ist wichtig, dass auch diejenigen, die für die Liga gestimmt haben und darüber nachdenken, eine Partei aus dem Norden zu wählen, und heute der Meinung sind, dass dies überhaupt nicht so ist, diejenigen unterstützen, die für Friaul arbeiten und Zukunft versprechen, und nicht Triveneto.
Bald wird die Bewegung Aquila del Friuli einen Auswahl- und Ausbildungsprozess für die neuen Führer beginnen, diejenigen, die das Schicksal dieser Region zum Besseren wenden werden.

RAI in friulano ? MASSE PÔC !

Ormai sono anni che i politici e le Associazioni friulane, ma in genere tutti i friulani, chiedono che il "Servizio Pubblico RAI F-VG" offra nei canali Televisivi e radiofonici un pacchetto di trasmissioni in Lingua friulana, dove si parli di Friuli e non solo di storia e tradizioni ma anche di attualità. Perchè la Lingua friulana può e deve essere usata in tutti gli ambiti e non solo per il Folklore!

La risposta più o meno è sempre quella, la RAI non ascolta e i politici abbassano la voce.
Quest'anno il Senatore Pittoni (Lega, quindi del partito al governo della Regione) sembra aver concluso l'accordo per 90 ore di trasmissioni radiofoniche ....
La discriminazione tra lingua friulana e slovena è evidente: 4.517 ore di trasmissioni radiofoniche in sloveno, 90 ore in friulano, 1.667 ore in italiano;
208 ore di trasmissioni televisive in sloveno, nemmeno un’ora in friulano. Di ore in Lingua tedesca da dedicare a tale minoranza presente in regione, ZERO !

Considerando che in questa Regione i friulani sono la Comunità linguistica di maggiornza, quasi un milione di persone e sapendo che il maggior gettito dato dal Canone RAI è merito del Friuli, riteniamo doveroso rivedere il monte ore di programmazione in Lingua friulana nella TV pubblica F-VG.

L'abbiamo detto e ripetuto, il nostro modello è e rimane il Sud Tirolo (Alto Adige) e sulla base di quanto è stato realizzato là, come Movimento politico Friulano "Acuile dal Friûl" ci attiveremo perchè sulla rete televisiva di RAI3 F-VG vengano messe in programmazione 3 ore giornaliere in Lingua friulana tra Telegiornale, rubriche, servizi e che non siano trasmessi in fascia nottura (da 00.00 alle 06.00...)

Mentre la produzione Radiofonica deve passare ad un pacchetto annuo di almeno 2.000 ore.

* Basta privilegi agli Sloveni e discriminazione alle Comunità di lingua friulana e tedesca.

Come movimento politico Friulano "Acuile dal Friûl" ci batteremo per avere:

in Televisione 3 ore giornaliere in Lingua friulana tra Telegiornale, rubriche e servizi e 30 minuti in lingua tedesca

in Radio un pacchetto annuo di almeno 2.000 ore in lingua friulana e 300 in lingua Tedesca

Movimento politico Friulano "Acuile dal Friûl"
sempre vicini alle Comunità linguistiche della Regione Friuli !


ALTO ADIGE SIA IL MODELLO PER IL FRIULI
In questi giorni sulla stampa è apparsa questa notizia:
Finanza, l'agenzia Fitch dà il massimo dei voti all'Alto Adige "staccato" dall'Italia
La provincia ottiene il rating di AAA da sola, di A- se inserita nel sistema nazionale. Kompatscher: "La conferma dello stato di salute dell'economia locale"
La notizia deve porre attenzione a chi, come il Friuli, dispone di un'Autonomia forte rispetto all'Italia e può aspirare a questi importanti risultati.
Infatti per la prima volta Fitch Ratings valuta la solidità finanziaria della Provincia autonoma di Bolzano senza legarla al sistema-Italia. Il rating «stand alone» è da AAA, mentre quello «tradizionale» è A-.

Una valutazione indipendente della stabilità, della capacità di onorare gli impegni finanziari assunti e delle potenzialità finanziarie, che incide profondamente sulla fiducia degli investitori e consente di ottenere condizioni di vantaggio con le banche e gli altri attori economici locali ed internazionali.
Per quanto riguarda la valutazione tradizionale del rating della Provincia di Bolzano, ovvero quella che vede l'amministrazione valutata come parte del sistema-Italia, Fitch ha confermato il rating di lungo termine A-, di due
livelli superiore rispetto al BBB- dell'Italia, definendo «stabili» le prospettive di lungo periodo.

La nostra Regione, se amministrata da un gruppo dirigente friulano e non triestino o italianizzato come ora, può e deve aspirare ad un risultato analogo, perchè oltre alla gratificazione per la buona amministrazione, tutto questo si traduce in maggiori opportunità di lavoro per i giovani e per tutti i cittadini, una qualità di vita migliore e un reddito maggiore per chi lavora.
Da sfatare il "mito" che i Sud Tirolesi abbiano questi vantaggi solo perchè "rubano" all'Italia... queste sono tipiche espressioni da osteria che, chi conosce tecnicamente la situazione di quella Regione, sà anche che tutto dipende da una gestione della Pubblica amministrazione composta per la stragrande maggioranza da Sud Tirolesi (e non da italianissimi) e dal fatto che loro si trattengono i 9 / 10 delle imposte prodotte in loco e redistribuite in maniera equa su tutto il territorio.

In Friuli invece siamo amministrati da politici italianissimi e triestini, incapaci di gestire la complessità di questa Regione e che in questi anni ci hanno ridotto a trattenere meno dei 6/10 delle imposte con molti distinguo che di fatti riducono ulteriormente questa cifra.
Come se non bastasse la spesa delle risorse finanziarie sono esageratamente indirizzate sul territorio di Trieste e del suo piccolo porto, dimenticando intere aree, anche produttive, del resto della Regione, guarda caso il Friuli.
Da qui dobbiamo ripartire.
L'unico Movimento politico friulano Acuile dal Friûl, si stà muovendo con ottimi risultati per dare alla Regione Friuli una classe dirigente preparata e friulana, che faccia gli interessi dei friulani e delle aziende di questo territorio.

La differenza tra la scuola in Sud Tirolo e in Friuli.
In Sud Tirolo hanno molti insegnanti sudtirolesi che insegnano ai ragazzi a studiare, a imparare all'estero e poi tornare in Sud Tirolo per mettere a frutto le loro conoscenze a favore della loro terra.
Risultato: quasi tutti rimangono e vivono in Sud Tirolo riempiendo di vita i loro paesi
In Friuli abbiamo tanti insegnanti non friulani che insegnano ai ragazzi che devono andare all'estero a imparare e poi rimanerci perche il Friuli è una terra morta...
Risultato: quasi tutti i giovani se ne vanno e i paesi si riempiono di vecchi ed extracomunitari.
Altrochè la "mappatura" degli insegnanti come dice il Sindaco di Monfalcone, qui bisogna sostituirne buona parte con altri che ragionano pro - Friuli

AUTONOMIA ....

Significa pretendere che la propria storia e la propria Lingua venga sempre prima rispetto a chi è arrivato dopo e vorrebbe importi la sua.
In Sud Tirolo non solo tutti i cartelli stradali riportano i nomi delle località nella lingua locale ma sono sempre al primo posto, dopo c'è la versione italiana....

AUTONOMIA ....anche nei tralicci

Significa decidere se una strada o un'Autostrada può essere fatta perchè giova alle persone e alle aziende del Friuli e non perchè la vuole il tuo vicino..
Significa obbligare a dipingere in verde i pali e i tralicci Enel perchè non deturpino il paesaggio (come fanno in Sùd Tirolo) e non lasciar costruire mostri in mezzo alla campagna come gli elettrodotti di epoca Tondo - Serracchiani...







AUTONOMIA... anche ai più piccoli

In Süd Tirolo l'Autonomia viene usata per valorizzare la principale Lingua locale che è il tedesco ma anche una Lingua parlata da una Cominità minore ma importante come i Ladini.
E per rispetto di questa piccola Comunità, sulle auto del servizio forestale scrivono prima in Ladino, poi in tedesco e alla fine in italiano.
In Friuli, per il rispetto di tutte le minoranze, dobbiamo avere le scritte in Friulano, Sloveno, Tedesco e poi italiano, perchè la nostra è una Regione speciale quadrilingue !


I Friulani difendono il Porto di Trieste !
Ormai il dibattito è aperto e sembra ci sia una forte volontà da parte della Giunta del Friuli - Venezia Giulia di assecondare l'appetito economico del vicino Veneto e dell'amico - padrone Zaia.

Si vuole costruire il tratto autostradale che collega Gemona con la Cimpello - Sequals, un'opera che, come già spiegato, oltre che impattare in modo veramente pesante in un ambiente delicato come lo sono le valli della pedemontana friulana, non gioverebbe alle piccole attività e agli abitanti dei luoghi attraversati da tale opera, in quanto i caselli sarebbero comunque troppo distanti tra loro.

Non risolve il problema del traffico pesante locale perché i Camion di trasporto locale continuerebbero a percorrere le strade dei paesi.
Non risolve la viabilità locale in quanto gli investimenti si concentreranno nella costruzione dell'Autostrada lasciando le strade minori al loro triste destino...

Ma soprattutto si fa finta di non vedere il peggiore di tutti i lati negativi: quest'opera non fa altro che agevolare il trasporto di merci da e per il centro Europa verso il porto di Venezia, mettendo di fatto fuori gioco i territori delle ex provincie di Pordenone e Udine, con la drastica diminuzione del traffico merci verso il porto di Trieste a tutto vantaggio di quello di Venezia. ricordiamoci che qualche anno fa Zaia ha fatto "spianare" ettari di ex zona industriale vicino al porto veneziano per destinarla a piattaforma logistica pensando proprio a questa opzione.

Così come la volontà di elettrificare e potenziare la linea ferroviaria Portogruaro - Udine, ancora una volta per agevolare il traffico in direzione di Venezia.

Come Movimento Friulano Aquila del Friuli, ci sentiamo obbligati a prendere una posizione contraria all'opera anche per salvaguardare lo stesso Porto di Trieste, città da sempre politicamente a noi antagonista ma che in questo momento và difesa insieme a tutti i territori della Regione, pena un importante impoverimento di tutta l'economia Regionale.

Una cosa inaccettabile sulla quale il Movimento Friulano Aquila del Friuli di certo non si fermerà, perché il Friuli è già stata depredato economicamente dal Veneto nel passato e ripetere questa negativa esperienza, proprio non ci và.
Dobbiamo far ripartire l'economia del Friuli e mantenere ai massimi livelli le potenzialità dei porti friulani di Monfalcone e Trieste !

Chi insiste sull'Autostrada evidentemente lo fa per un ritorno di qualche tipo o perché incapace di comprendere il pericolo economico a cui siamo esposti, magari perché politicamente supino alle volontà della Lega veneta di Zaia.
Investendo invece nelle vallate della Pedemontana per realizzare piccole bretelle a basso impatto ambientale e dai costi molto più contenuti rispetto all'Autostrada, che pongano in sicurezza i paesi e tolgano dal centro di questi il traffico pesante.

E non dimentichiamo l'opzione ferroviaria Camion-Treno-Camion, ovvero il trasporto dei Camion a mezzo del Treno, una tecnica consolidata e pulita usata in tutta Europa, penalizzata in Italia da una gestione "lenta" da parte di alcuni gestori ferroviari che la Regione se lo volesse, può sostituire con altri ben più efficienti, come ad esempio la nostra vicina OBB austriaca.
Le soluzioni ci sono per salvaguardare sia l'ambiente delle nostre vallate che il porto di Trieste, parola di friulani !

Vonde sotans dal Venit !

L'IRRESISTIBILE VOGLIA DI MACRO-REGIONE ?
Chi non è friulano o non vuole sentirsi tale lo dimostra ogni giorno, in ogni occasione e di solito gli riesce molto bene e senza far tanta fatica….

In questi giorni è sulla bocca di tutti e in primo piano sulla stampa il progetto dell'Onorevole Agrusti (e probabilmente non è il solo) di costituire una "Camera di Commercio dell'Alto Adriatico" nella quale è presente la CCIAA di Pordenone, di Trieste, di Gorizia ma sembra appurato, con l'esclusione di quella di Udine.
Fatto gravissimo che un politico e Presidente di Unindustria, l'Associazione Industriale di Pordenone che dovrebbe contribuire a rafforzare e promuovere il territorio e l'economia di questa Regione unita, lavori invece per frazionarne le potenzialità e indebolire il sistema Friuli - Venezia Giulia.

Non solo ma, come si legge sulla stampa e si è ascoltato nelle interviste TV, la volontà di creare una relazione stretta anche con altre Camere di Commercio del Veneto.

Questo signore aveva già manifestato qualche anno fa la sua visione di una Unica Camera di Commercio Regionale in cui si fondevano quelle di Pordenone, Udine, Gorizia e Trieste, idea che tutto sommato poteva anche essere comprensibile, fatto salvo garantire una certa autonomia ad ogni consociata visto la peculiarità propria di ogni territorio.
Ma forse già allora si intravedeva la nefasta e futura volontà di annacquare l'economia friulana in quella di una prossima Macro - Regione economica composta, chissà... magari da Friuli e Veneto se non anche Trentino.

----
Leggiamo insieme un'ipotesi pronunciata qualche tempo fa….

CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA DI P O R D E N O N E
* Documento PDF Pubblico

DELIBERA N. 13 della seduta di GIUNTA CAMERALE N°1 del 30/01/2015

.... Interviene il Consigliere Agrusti, Presidente Unindustria Pordenone, che analizzando l’attualità della decisione presa lo scorso agosto in merito agli accorpamenti e in particolare alle prospettive di questa Camera di Commercio, ribadisce che su un territorio come il Friuli Venezia Giulia l’unica soluzione strategica dovrebbe essere quella della Camera regionale, considerando anche i futuri assetti che parlano di territori più ampi come le macroregioni....
----

Cari amici industriali di Pordenone, ma vi rendete conto che se adesso riuscite ad avere un peso politico in questa regione in cui rappresentate una parte economica importante, quando vi troverete alla presenza di "potenze" come Padova o Treviso o Venezia diventerete semplicemente i loro zerbini ?

Ma vi rendete conto di quali vantaggi invece usufruite in questo momento grazie ad un'Autonomia Regionale Friulana, anche se non pienamente sfruttata?

Che poi è la stessa persona che insiste sulla costruzione dell'inutile quanto dannosa autostrada Cimpello - Gemona, che di fatto collega il Centro - Europa direttamente a Venezia, tagliando fuori la realtà economica in primis della Provincia di Pordenone e in generale del Friuli e di Trieste, invece di risolvere in altro modo e senza grande impatto i problemi di viabilità locale ella pedemontana del Friuli occidentale.
Dicevamo all'inizio…. chi non è friulano e non vuole sentirsi tale lo dimostra ogni giorno, in ogni occasione e di solito gli riesce molto bene e senza far tanta fatica.


MI VEN DI RIDI !
Giusto per ribadire quanto il Movimento Politico Friulano "Aquila del Friuli - Acuile dal Friûl" sia più che convinto dell'inutilità della ventilata Autostrada - Superstrada Cimpello Sequals e la scelta è supportata dalle contraddizioni della stessa Regione Friuli - Venezia Giulia, che se da un lato manifesta la volontà di realizzarla (fregandosene dell'opinione contraria dei cittadini coinvolti nell'opera, dall'altro redige piani per la diminuzione dell'inquinamento: "Piano Operativo Regionale 2014-2020 e Asse 3/Sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori " (dal sito della Regione FVG) ....questa è la LEGA F-VG con vertici triestini !!!! )

MI VEN DI RIDI !   .mi viene da ridere !

Una giunta e un Partito, la LEGA, ormai palesemente schierato contro il Friuli, irresponsabile nelle scelte e incapace di governare questa Regione stando seduti nelle poltrone triestine, con una Giunta sempre più in mano a poche persone ( sempre triestine...).  Oltre al già esistente Comitato A.R.C.A., nato proprio per contrastare questo ignobile progetto, anche il Movimento Politico Friulano "Aquila del Friuli - Acuile dal Friûl" userà tutte le vie politiche per contrastare questo mostro ambientale e per mettere alla corda questa Giunta Regionale anti-friulana !
Noi non abbiamo una posizione ideologica ma semplicemente di buon senso, mirata al bene del Friuli e della sua gente, ovvero di chi paga il 80 % delle imposte e dei tributi alla Regione, di chi rappresenta il 90 % della popolazione e che DEVE avere voce in capitolo !

Invece di spendere cifre enormi in questa opera che diventa semplicemente una copia ell'attuale Gemona - Palmanova - A4 (più corta di soli 2 km), usiamo quelle risorse pr togliere veramente il traffico, soprattutto quello pesante, dai centri abitati della Pedemontana con opere meno impattanti come semplici Bypass e l'obbligo di percorre le Autostrade esistenti per i Camion a lungo tragitto o l'uso del trasporto camion su rotaia, molto più ecologico.
Un esempio pratico: dal 2021 la capacità dell’autostrada ferroviaria fra Tirolo (Austria) e Trentino-Alto Adige sarà più che raddoppiata, dagli attuali 206mila camion che possono essere trasportati su rotaia si salirà a 447mila.
Questo significa pensare al territorio e non certo farli correre su strada!

Dopo la caduta politica di Salvini si avvicina sempre più quella di Fedriga e della sua Giunta triestino-centrica....
Domanda:
la Comunità linguistica friulana è una istituzione che dovrebbe rappresentare TUTTI i friulani.
È composta da Sindaci e il suo Presidente è eletto tra i Sindaci che vi aderiscono.
Fino a poco tempo fa tale carica era ben posta nella figura di Diego Navarria, Sindaco di Carlino e appassionato friulanista, il quale si è dimesso da Presidente alla fine del suo mandato di Sindaco.

Ora è stato nominato Presidente della Comunità linguistica friulana un Sindaco che è anche presidente di un Partito.

Che ognuno possa avere una propria fede politica è normale, ma che a ricoprire la carica di Presidente di questa Comunità, che dovrebbe unire i friulani, ci sia proprio il capo di un Partito, ci sembra sia completamente al di fuori di quello che è il buon senso e le buone regole di gestire la rappresentanza del Friuli.

Nessuno dubita delle capacità di questo nuovo Presidente ma si tratta di rispetto, di buon senso e di correttezza formale.
Sono regole semplici che, anche se non scritte, devono essere percepite e fatte proprie da chi vuole rappresentare un Popolo come il nostro.

Alla luce di ciò, riteniamo che un passo indietro da parte del neo Presidente e l'elezione di uno nuovo che non ricopra una carica di vertice in un Partito, sia non solo auspicabile ma addirittura necessaria.
Rimaniamo in attesa, fiduciosi....

Movimento politico friulano
Aquila del Friuli . Acuile dal Friûl

Beato MARCO DI AVIANO  - 13 agosto 2019
Oggi si ricorda il Beato MARCO DI AVIANO, friulano, nato a Villotta di Aviano (Pordenone), diventato consigliere di nobili e perfino dello stesso Imperatore d'Austria. Grazie alla sua importante opera di mediazione, riuscì a costituire un'alleanza militare tra alcuni eserciti dell'Europa di allora, coinvolgendo in particolare il generale polacco Sobielsky che con il suo esercito permise una svolta decisiva e positiva contro l'attacco da parte delle truppe Turche - Ottomane islamiche durante l'assedio di Vienna nel settembre del 1683. Se Vienna fosse caduta, l'Europa e l'occidente non sarebbero più esistiti o, comunque, non sarebbero stati democratici e cristiani.

Un "semplice" ma grande frate tutt'ora sepolto nella Cripta Imperiale a Vienna, dove ogni anno si celebra la festa Nazionale a ricordo della sua importante opera.
Noi di Acuile dal Friûl lo guardiamo con speranza e come esempio, in questa lotta per la salvezza del Friuli e della sua Identità, per cui tenacemente ci adoperiamo.

Per chi lo desidera, questa sera martedi 13 agosto, alle ore 20.30 nella Chiesa Parrocchiale di Villotta di Aviano si terrà la celebrazione liturgica in memoria del Beato Marco d'Aviano (Patrono delle Radici Cristiane dell'Europa).

Ulteriori informazioni sono disponibili gratuitamente sul nostro sito istituzionale, nel documento "Santi Friulani" a questo Link

Video intervista a Marianna Tonelli
Video Intervista della trasmissione "Aquile Libere" alla bravissima Marianna Tonelli, la studentessa di Sevegliano che ha sostenuto l'esame di maturità in Lingua friulana!


_______________________________
Autostrada Gemona Sequals ?
   No Grazie !

Parliamo della nuova Autostrada Gemona Sequals che si vorrebbe costruire. La nostra posizione è contraria per una serie di motivi, vediamoli insieme a Michele e Andrea del Movimento friulano Acuile dal Friûl - Aquila del Friuli.
Vogliamo far crescere l'economia di tutto il Friuli e soprattutto della montagna, ma non vogliamo distruggere la risorsa principale che tutti ci riconoscono con un'opera a noi inutile, come non vogliamo diventare neanche la manovalanza del Porto di Trieste con immense spianate di ferro - cemento e i guadagni economici che si fermano a Trieste !

VONDE SOTANS !!!!

Clicca sull'immagine per conoscere il perchè di un NO


_______________________________________


AQUILE LIBERE
la trasmissione TV che parla di te e del Friuli !

Ogni martedi alle ore 20,45 su Tele Pordenone (canale 15 del Digitale Terrestre) un importante appuntamento dove si parla di cultura e di politica, di ciò che interessa alle persone che in Friuli vivono, abitano e lavorano.

Ogni puntata una novità, tante informazioni e la possibilità per tutti di interagire con lo Staff di Aquile Libere

Tutte le trasmissioni si possono rivedere sul canale Youtube di "Acuile dal Friul" o cliccando su questo Link:


-------------------------------------------


06 giugno 2019

In tutto il Friuli oggi si ricorda uno dei maggiori Patriarchi: Beato Bertrando da San Genesio

Da Prata a Gorizia, da Timau a Monfalcone, in tutta la terra friulana troviamo traccia della sua presenza e della sua memoria.
Una figura religiosa carismatica e un Patriarca con potere temporale che operò con saggezza e coraggio per proteggere quel Popolo cui era stato a lui affidato.
Proteggere i confini e la dignità di un territorio, il Patriarcato di Aquileia, più antico della stessa chiesa romana.
Il Beato Bertrando pagò con la vita questo suo impegno.
La speranza è che il Beato aiuti i friulani a riscoprire l'onore e l'orgoglio di appartenere a questo Popolo e alla sua grande Storia o di sentirsi parte di esso se
provenienti da altri luoghi ( come Bertrando che era francese).
Che il Friuli possa avere ancora persone che lo difendano dai predatori vicini e lontani, che imparino dal Beato Bertrando a operare per le persone che hanno
dato loro fiducia e sempre con la testa alta, non "schiavi" dei nuovi padroni triestini e veneti che lo vorrebbero cancellato  per sempre dalla storia.
Che il Beato Bertrando ci doni ancora la forza per combattere e difendere le nostre famiglie, i nostri paesi, il nostro Friuli !

Da questo link è possibile scaricare un interessante documento multimediale sulle ricorrenze friulane

------------------------------


TARAMOT DAL ‘76:  braurôs di jessi Furlans!

I pôcs minûts di chê sere dai 6 di Mai dal 1976, a bastarin a distruzi plui di 1.000 vitis umanis e puartâ devastazion intune vore di paîs e Citât des Provinciis di Gurize, Pordenon e Udin, colpint in maniere une vore fuarte la aree culinâr e la Cjargne.

Une tragjedie che intai dîs dopo e à fat pensâ ai furlans, e in particolâr intes Comunitâts colpidis, la sensazion che chê e fos pardabon la fin di dut, de storie, de vite.
Ma dopo un prin "vueit" al rivà ancje la cussience che no dut al jere pierdût.
Daurman si son tiradis sù lis maniis di bande di chei che a jerin sorevivûts,cul preziôs aiût imediât dai "amîs" Austriacs e dal lôr esercit, il prin a intervignî in mût organizât sui lûcs de tragjedie.

La braùre di un Popul colpît cun durece ma no cancelât, la volontât di recuperâ la memorie storiche dai lûcs, cirint di visâsi cemût che a jerin e meti in sigurece costruzions e edificis recuperant i materiâi in mût inteligjent.

Il no fermâsi nancje dopo lis replichis tremendis di Setembar, cuant che tantis Autoritâts si son pleadis al "... Nol è plui nuie di fâ..."

Invezit propri la braùre e la fuarce di un grant Popul, ferît ma cussient di se, l'aiût di tancj furlans (e no dome) che a gratis a rivarin di altris areis de Regjon e di chei furlans che, emigrâts tal forest, a jentrarin in maniere temporanie par dâ il lôr aiût, dut al à contribuît ae seconde fase, tant impuartante, chê de ricostruzion materiâl, sociâl e morâl.

"Prime lis fabrichis, dopo lis cjasis, dopo lis glesiis..." al fo il sproc che di bessôl al esprimeve la volontât di rinassi e ripartî dant prioritât al lavôr, strument essenziâl par mantignî sul teritori cui che lu varès ricostruît dopo rivuardôs de storie passade ma cjalant al futûr, dulà che si àn butât lis basis par une organizazion volontarie e teritoriâl che e puedi intervignî in câs di calamitât e che e je stade clamade "Protezion Civîl".

La volontât dai furlans di cjalâ al futûr cu la Universitât dal Friûl, un strument essenziâl che al veve di jessi di sburt ae economie e ae culture dal Friûl.

Lis Istituzions, i Comissaris ... Dutis robis che a àn concorût (e in cualchi ocasion ostacolât) il miracul de ricostruzion dal Friûl, ancjemò vuê citât e cjapât come esempli in Italie e no dome, ma mai tornât a ripeti in altris bandis colpidis di tragjediis similis ancje in timps resints, dulà che cussience dal probleme e tecnologjie a varessin vût di agjevolâ la ricostruzion, in presince di brâfs e preparâts........ Comissaris no àn otignût il stes risultât.

Al è duncje just visâsi prime di dut lis vitimis di chê tragjedie, cui che al à sofiert e cui che al à judât, ma ancje ricuardâ a ducj nô che il miracul de ricostruzion al è stât pussibil in graciis dal Popul furlan e chest bisugne dîlu a vôs alte!
Parcè che al somee che intai ultins agns, cheste veretât discomude e dei fastidi e si ciri di difondi la idee che dut al è stât fat in graciis dal Stât talian e dai siei Comissaris ....

Invezit ognidun di nô al à di jessi braurôs di jessi di chest Popul che, dopo la distruzion de Prime Vuere mondiâl e dopo lis miseriis de seconde, ancje in cheste ocasion e à savût rinassi e cressi, esempli positîf che al à di stimolânus intal preservâ e valorizâ la nestre tiere e Patrie furlane, dal Timau ae Livence, de mont fin al mâr, difindintle de volontât di chei che in chescj mês a volaressin dismembrâle e cancelâ la nestre identitât Milenarie.

A ricuart di chel teribil ai 6 di Mai dal 1976 o vin fat un document in version PDF che o ritignìn tant interessant, cun Leams imediâts a contribûts video che a ripassin la storie di chel periodi. Un gracie particolâr a cui che al à dât il contribût massim ae sô realizazion.




TERREMOTO 1976:  orgogliosi di essere Friulani !

I pochi minuti di quella sera del 6 maggio del 1976, bastarono a distruggere oltre 1.000 vite umane e portare devastazione in tantissimi paesi e Città delle Provincie di Gorizia, Pordenone e Udine, colpendo in modo particolarmente forte l'area collinare e la Carnia.

Una tragedia che nei giorni a seguire fece scaturire nei friulani e in particolare nelle Comunità colpite, la sensazione che qeella fosse davvero la fine di tutto, della storia, della vita.
Ma dopo un primo "vuoto" arrivò anche la consapevolezza che non tutto era perduto.
Il rimboccarsi le maniche fin da subito di chì era sopravissuto, il prezioso e immediato aiuto da parte degli "amici" Austriaci e del loro esercito, il primo ad intervenire in modo organizzato sui luoghi della tragedia.

La fierezza di un Popolo duramente colpito ma non cancellato, la volontà di recuperare la memoria storica dei luoghi, cercando di ricordare com'erano e mettere in sicurezza costruzioni ed edifici recuperando i materiali in modo intelligente.

Il non fermarsi neanche dopo le tremende repliche di Settembre, quando molte Autorità si piegarono al "... non c'è più nulla da fare..."

Invece proprio l'orgoglio e la forza di un grande Popolo, ferito ma consapevole di sè, l'aiuto di tanti friulani (e non solo) che gratuitamente giunsero da altre aree della Regione e di quei friulani che, emigrati all'estero, rientrarono temporaneamente per dare il loro aiuto, tutto contribuì alla seconda fase, importantissima, quella della ricostruzione materiale, sociale e morale.

"Prima le fabbriche, poi le case, poi le chiese..." fù il motto che da solo esprimeva la volontà di rinascere e ripartire dando priorità al lavoro, strumento essenziale per mantenere sul territorio chi lo avrebbe poi ricostruito rispettoso della storia passata ma guardando al futuro, dove si gettarono le basi per un'organizzazione volontaria e territoriale che possa intervenire in caso di calamità e che venne chiamata "Protezione Civile".
La volontà dei friulani di guardare al futuro con l'Università del Friuli, uno strumento essenziale che doveva essere da sprone all'economia e alla cultura del Friuli.

Le Istituzioni, i Commissari ... tutte cose che hanno concorso (e in qualche occasione ostacolato) il miracolo della ricostruzione del Friuli, ancora oggi citato e preso ad esempio in Italia e non solo, ma mai ripetuto in altri luoghi colpiti da tragedie simili anche in tempi recenti, dove consapevolezza del problema e tecnologia avrebbero dovuto agevolare la ricostruzione, dove bravi e preparati..... Commissari non hanno ottenuto lo stesso risultato.

E' quindi giusto ricordare prima di tutto le vittime di quella tragedia, chi ha sofferto e chi ha aiutato, ma anche ricordare a tutti noi che il miracolo della ricostruzione è stato possibile grazie al Popolo friulano e bisogna dirlo ad alta voce!
Perchè sembra che negli ultimi anni, questa scomoda verità dia fastidio e si cerchi di diffondere l'idea che tutto avenne grazie allo Stato italiano e ai suoi Commissari ....

Invece ognuno di noi deve essere orgoglioso di appartenere a questo Popolo che, dopo la distruzione della Prima Guerra mondiale e dopo le miserie della seconda, anche in questa occasione ha saputo rinascere e crescere, esempio positivo che deve stimolarci nel preservare e valorizzare la nostra terra e Patria friulana, dal Timavo al Livenza, dalla montagna fino al mare, difendendola dalla volontà di coloro che in questi mesi vorrebbero smembrarla e cancellare la nostra millenaria Identità.

A ricordo di quel terribile 6 maggio 1976 abbiamo realizzato un documento in versione PDF che riteniamo molto interessante, con Link immediati a contributi video che ripercorrono la storia di quel periodo. Un grazie particolare a chi ha dato il massimo contributo alla sua realizzazione.


Da qui potete leggere o scaricare il documento:



EARTHQUAKE 1976: stolz darauf, Friaulisch zu sein!

Die wenigen Minuten dieses Abends am 6. Mai 1976 reichten aus, um mehr als 1.000 Menschenleben zu zerstören und viele Städte in den Provinzen Görz, Pordenone und Udine zu verwüsten, wobei sie die Hügelregion und Carnia besonders stark getroffen hatten.

Eine Tragödie, die in den folgenden Tagen in Friaul und insbesondere in den betroffenen Gemeinden das Gefühl erweckte, dass Qeella wirklich das Ende von allem, der Geschichte, des Lebens sei.
Nach einem ersten "Vakuum" kam jedoch das Bewusstsein, dass nicht alles verloren war.
Die Ärmel hochkrempeln sich weg von dem Überlebenden, der wertvollen und unmittelbaren Hilfe der österreichischen "Freunde" und ihrer Armee, die zuerst auf organisierte Weise an den Orten der Tragödie intervenieren.

Der Stolz eines Volkes wurde hart getroffen, aber nicht ausgelöscht, der Wille, das historische Gedächtnis der Orte wiederzuerlangen, sich zu erinnern, wie sie waren, und Gebäude und Gebäude in Sicherheit zu bringen, indem sie das Material auf intelligente Weise wiederherstellten.

Nicht einmal nach den schrecklichen Antworten des Septembers stehen geblieben, als viele Behörden sich verneigten, "... es gibt nichts mehr zu tun ..."

Stattdessen sind der Stolz und die Stärke eines großen Volkes, verwundet, aber sich seiner selbst bewusst, die Hilfe vieler Friaulianer (und anderer), die kostenlos aus anderen Regionen der Region kamen, und aus dem Friaul zurückgekehrte Auswanderer Um ihre Hilfe vorübergehend zu geben, trug alles zur zweiten, sehr wichtigen Phase bei, der materiellen, sozialen und moralischen Rekonstruktion.

"Zuerst die Fabriken, dann die Häuser, dann die Kirchen ...", war das Motto, das von sich aus den Willen zur Wiedergeburt äußerte und von neuem mit der Priorität der Arbeit begann. Dies ist ein wesentliches Instrument, um diejenigen, die es später mit Rücksicht auf die Vergangenheit aufbauen möchten, auf dem Territorium zu erhalten Blick in die Zukunft, wo die Grundlagen für eine freiwillige und territoriale Organisation geschaffen wurden, die im Katastrophenfall eingreifen konnte und "Zivilschutz" genannt wurde.
Der Wille des Friaul, mit der Universität von Friaul in die Zukunft zu blicken, ein wesentliches Instrument, das die Wirtschaft und Kultur Friauls vorantreiben musste.

Die Institutionen, die Kommissare ... all das, was dem Wunder des Wiederaufbaus von Friaul geholfen hat (und es gelegentlich behinderte), wurde in Italien immer noch als Beispiel genannt und nicht nur als solches, sondern an anderen Orten, die von ähnlichen Tragödien betroffen sind, nie wiederholt Selbst in jüngerer Zeit, als das Bewusstsein für das Problem und die Technologie den Wiederaufbau hätte erleichtern sollen, wo es gut und vorbereitet war ... Die Kommissare erreichten nicht dasselbe Ergebnis.

Es ist daher richtig, zuerst an die Opfer dieser Tragödie, an die Leidenden und an die, die geholfen haben, zu erinnern, aber auch uns alle daran zu erinnern, dass das Wunder des Wiederaufbaus dank des friaulischen Volkes möglich war, und wir müssen es laut aussprechen!
Es scheint, als ob diese unbequeme Wahrheit in den letzten Jahren gestört und versucht zu verbreiten, dass alles dank dem italienischen Staat und seinen Kommissaren zustande gekommen ist ...

Stattdessen muss jeder von uns stolz darauf sein, zu diesem Volk zu gehören, das nach der Zerstörung des Ersten Weltkriegs und nach dem Elend des Zweiten auch bei dieser Gelegenheit wusste, wie man wiedergeboren wird und wächst, ein positives Beispiel, das uns anregen muss, unser Land zu erhalten und aufzuwerten und die friaulische Heimat, vom Timavo bis zur Livenza, vom Berg bis zum Meer und verteidigt sie vor dem Willen derer, die sie in den letzten Monaten zerstückeln und unsere tausendjährige Identität auslöschen möchten.

In Erinnerung an diesen schrecklichen 6. Mai 1976 haben wir ein PDF-Dokument erstellt, das wir für sehr interessant halten, mit direkten Links zu Videobeiträgen, die die Geschichte dieser Zeit nachzeichnen. Ein besonderer Dank geht an alle, die den größtmöglichen Beitrag zur Realisierung geleistet haben.

Hier können Sie das Dokument lesen oder herunterladen:


Terremoto Friuli 1976


______________________________


GRAZIE GORIZIA!

E' un'esclamazione che giunge dal cuore di ogni friulano per la bella Festa della Patria del Friuli di Domenica.7 aprile.2019
Ma è anche un... arrivederci a Udine nel 2020, in occasione dei 943 anni di Friuli.
Un grazie agli organizzatori, ai collaboratori, a tutti i friulani e soprattutto ai tanti giovani presenti come ospiti e come organizzatori, segno che il desiderio e l'orgoglio di sentirsi Friulani non è alla fine bensì ad un rinnovamento generazionale e questo non può che farci piacere, perchè il futuro del Friuli cammina insieme ai giovani di oggi che saranno gli adulti di domani.
Mandi !


______________________________________


Domenica insieme a Gorizia per la festa ufficiale della Patria del Friuli

Domenica 7 aprile dalle ore 09.30 la Santa Messa e tanti appuntamenti a Gorizia in Borgo San Rocco, per festeggiare ufficialmente la Festa della Patria del Friuli.
Organizzata dall' Arlef, dall' Istitituto ladino Friulno "pre Checo Placereean" con il patrocinio della Regione Friuli - Venezia Giulia, la giornata vede protagonista il popolo friulano e a tutti è rivolto l'invito a partecipare.

Il Movimento friulano "Acuile dal Friûl - Aquila el Friuli" sarà presente con un proprio punto informativo e con la Troupe della trasmissione Aquile Libere.

Un appuntamento importante per il Friuli !

________________________________________________________________________________________



3 APRILE 1077  --  3 APRILE 2019

942 anni di storia del Friuli !

E' una data importante, un giorno di festa per ricordare la nostra storia, da dove veniamo e perchè è giusto eserne orgogliosi.

Domenica prossima, 7 aprile a Gorizia, si terrà la "festa ufficiale" riconosciuta e organizzata dalla Regione Friuli - Venezia Giulia, ma oggi 3 aprile è importante esporre la bandiera del Friuli proprio per ricordare la nostra appartenenza a questa terra e la nostra unica Identità.

Anche per questo Acuile dal Friûl  mette a disposizione un importante documento che propone Links e Video legati alle nostre radici, non per camminare indietro ma per avere maggiore conoscenza di noi stessi e guardare con fiducia al futuro, orgogliosi di essere friulani.

Benvignûts!  Willkommen!
Dobrodošli!  Benvenuti!

ACUILE DAL FRIÛL - AQUILA DEL FRIULI
è l'unico Movimento politico Friulano, Autonomista, indipendente dai partiti e dai politici italiani, aperto a tutti e in particolare ai giovani che credono che la terra dei loro padri possa diventare anche il loro futuro e quello dei loro figli, a tutti coloro che vogliono un futuro in questa nostra Regione, composta dai territori di Pordenone, Udine, Gorizia e la nostra amata montagna, nel rispetto di tutte le sfumature culturali e linguistiche presenti.

Insieme cambiamo la storia:  salviamo il Friuli !
CONTATTI

Web:          acuiledalfriul.org
Tel:            334 2512084
Mail:          aquiladelfriuli@gmail.com
Facebook:  Acuile dal Friul
Youtube:    Acuile dal Friul
Trasmissione TV Aquile Libere
Torna ai contenuti